Alla ricerca di Vivian, ma io non la trovo

Alla ricerca di Vivian, ma io non la trovo

Sperimentazioni che si ripetono, forse memorie visive che ritornano; infatti la Maier leggeva e collezionava in maniera compulsiva libri, ritagli di giornali, stampe. Nelle sue foto ritroviamo il sarcasmo acido di Diane Airbus, il senso dell’inquadratura di Robert Frank , l’ironia di Lisette Model…”Li aveva tutti” come asserisce la fotografa documentarista Mary Ellen Mark “ma ne manca un pezzo“.

Intervista ad Alessio Mamo, WPP 2018

Intervista ad Alessio Mamo, WPP 2018

Fotografo siciliano che ha iniziato la sua carriera nel 2008, concentrandosi su tematiche sociali, politiche ed economiche dei nostri giorni e che copre ampiamente le questioni relative allo spostamento e alla migrazione dei rifugiati dalla Sicilia fino al Medio Oriente e all’Asia. Una sua foto, il ritratto di una bambina di 11 anni sfigurata in viso, è stata selezionata nella categoria People del World Press Photo 2018.

Gli ecomostri di Cibali

Gli ecomostri di Cibali

Un incendio, mai si era visto così forte, la mattina del 12 luglio, in pieno centro città, ha incenerito diciotto ettari di verde, di orti e di bosco.

Ci sono periferie che nessuno quasi nomina

Ci sono periferie che nessuno quasi nomina

Brutti, sporchi e cattivi, tra di loro c’è chi non vorrebbe abitare altrove, leoni nel loro territorio e coyote fuori, c’è chi non può fare altrimenti e si adegua, c’è chi si chiude la porta dietro le spalle. Spesso, per chi vi abita, tutto sembra, o diventa col tempo, tragicamente normale.

Su al nord, ma non per scelta

Su al nord, ma non per scelta

Questa nuova riforma, dichiarata la più disastrosa, ha portato milioni di professori e alunni a manifestare come non si vedeva da anni. Cristina, non è la prima persona che conosco che viene “chiamata” per andare fuori, lasciando a casa la famiglia. A una riforma che promette di dare il tanto desiderato lavoro, si deve rispondere in modo positivo, anche ingoiando il rospo. E così si raccolgono i barrattelli lasciando i pupi a casa. Con lei ci chiediamo se si poteva fare diversamente.

Poesia stridente alla fermata del bus

Poesia stridente alla fermata del bus

Alla fermata c’è gia un gruppetto di persone che aspetta…Tre ragazzi di colore si danno pacche sulle spalle e sorridono, una ragazza dai delicati tratti polacchi con il viso tra le mani fissa imperterrita la strada come sperando che l’autobus presto si materializzi, un signore dalle fattezze pachistane, un giovane cinese, io e un anziano, sicuramente catanese e residente nel quartiere. C’è il caldo tipico di un ottobre siciliano accompagnato da una stridente poesia.