Ci sono periferie che nessuno quasi nomina

Ci sono periferie che nessuno quasi nomina

Brutti, sporchi e cattivi, tra di loro c’è chi non vorrebbe abitare altrove, leoni nel loro territorio e coyote fuori, c’è chi non può fare altrimenti e si adegua, c’è chi si chiude la porta dietro le spalle. Spesso, per chi vi abita, tutto sembra, o diventa col tempo, tragicamente normale.

Su al nord, ma non per scelta

Su al nord, ma non per scelta

Questa nuova riforma, dichiarata la più disastrosa, ha portato milioni di professori e alunni a manifestare come non si vedeva da anni. Cristina, non è la prima persona che conosco che viene “chiamata” per andare fuori, lasciando a casa la famiglia. A una riforma che promette di dare il tanto desiderato lavoro, si deve rispondere in modo positivo, anche ingoiando il rospo. E così si raccolgono i barrattelli lasciando i pupi a casa. Con lei ci chiediamo se si poteva fare diversamente.

Poesia stridente alla fermata del bus

Poesia stridente alla fermata del bus

Alla fermata c’è gia un gruppetto di persone che aspetta…Tre ragazzi di colore si danno pacche sulle spalle e sorridono, una ragazza dai delicati tratti polacchi con il viso tra le mani fissa imperterrita la strada come sperando che l’autobus presto si materializzi, un signore dalle fattezze pachistane, un giovane cinese, io e un anziano, sicuramente catanese e residente nel quartiere. C’è il caldo tipico di un ottobre siciliano accompagnato da una stridente poesia.

 

Ciao, da dove scappi?

Ciao, da dove scappi?

Scappo dalle restrizioni alla libertà personale, sessuale, d’espressione e di riunione, dalla totale impunità e dall’ uso eccessivo della forza, dalle detenzioni arbitrarie, dagli stupri e dalle torture. Scappo dalla povertà a cui la guerra e il debito ai paesi occidentali che mai ripagheremo mi costringe. Ma sopratutto scappo dalla morte sicura.

Catania, l’Oasi che non c’è

Catania, l’Oasi che non c’è

La passeggiata a mare costeggia il boschetto, nessun lido, nessuna costruzione in cemento visibile agli occhi. Un mare libero, con tanto di verde dietro, l’Etna sullo sfondo… Un vero paradiso. E invece nel bosco, tra i canneti, in spiaggia, nel fiume, tracce di un ignobile passaggio umano e all’orizzonte, ben visibili, gli orribili scheletri delle loro tane. Siamo all’Oasi del Simeto.

Chiedilo a un bambino

Chiedilo a un bambino

Catania, anni Ottanta. Il corpo di un ragazzo su un marciapiede in Via Vittorio Emanuele. La bocca spalancata, da cui esce un rigagnolo di sangue, nessuna persona intorno, deve essere appena successo.