Si è conclusa la trentanovesima edizione dell’infiorata a Noto.

Cominciò nel 1980, quando un artista genzanese, innamoratosi del barocco della cittadina, propone l’allestimento di un’infiorata, antica tradizione romana di decorazione floreale del XVIII secolo. Così la Via Nicolaci, splendida salita, venne infiorata da artisti sapienti. I maestri infioratori di Noto, da allora hanno continuato e vista la risonanza turistica e culturale, nel 2005 si sono costituiti Associazione e iscritti a Infioritalia. Da 13 anni il progetto dell’infiorata viene affidato agli alunni degli Istituti Comprensivi e Superiori, nel giusto intento di tramandare tradizioni, cultura e amore per il territorio.

Insomma, Noto è l’esempio di come si dovrebbe fare comune , di come si potrebbe vivere di turismo. Perchè il turista viene in occasione dell’infiorata ma nel frattempo visita le splendide chiese e musei, si ferma nelle trattorie, ristoranti, bar e pubs, acquista prodotti nei vari mercatini artigianali, gode di uno splendido sole e spiagge protette, alloggia, insomma si ferma.

Ma la cosa più importante è che gli abitanti li vedi tra la gente nei bar a mangiarsi una granita, negli scalini della cattedrale, a passeggio, ne fanno parte attiva. E questo è fondamentale perchè ne hanno cura e la impongono agli altri. È stato divertente vedere richiamare all’ordine il forestiero che per fotografare con il cellulare l’infiorata, si era alzato sul vaso di una pianta, quasi distruggendola. Dovevate vedere con quanto ardire lui replicava alzando la voce: “Devo fotografare per forza! Mi lasci stare! Allora levate questi vasi da qua!”. Ma è stato richiamato al buon senso civico. O un tizio seduto fuori al pub, in mezzo al barocco patrimonio Unesco, che si era tolto la magliettina. “Eh! Non si fa“. E poi ad ogni richiesta di indicazioni, sono  disponibili e ti accompagnano se possono. Insomma, parte integrante di tanta bellezza.

Certo, qualche nota stonata c’è purtroppo. Le chiese a pagamento e le chiese sono tante. Il fatto che si tende a “gonfiare” lo scontrino e la scusa è “una svista”,  o il pagare non molto ma troppo. Questo è un brutto vizio duro a scomparire. Peccato e anche penoso farlo notare.

Comunque visitatela Noto, sia di inverno che d’estate. È sempre piacevole.

Ah! Scarpe comode che ci sono delle belle salite da fare.