“Guardi, io ricordo ciò che mi disse Ninnì Cassarà, poliziotto ammazzato nel 1985, allorché ci stavamo recando assieme sul luogo dove era stato ucciso il dottor Montana alla fine del luglio del 1985. Mi disse: convinciamoci che siamo dei cadaveri che camminano.Questo raccontava Paolo Borsellino a Lamberto Sposini in un’ intervista nel 1992.

murales del carcere di piazza Lanza, Catania

Siamo dei cadaveri che camminano… Poliziotti, politici, magistrati, giornalisti, genitori senza lavoro, ragazzi senza futuro. E l’ elenco diventa infinito…

Siamo paranze, come ha definito Saviano gli adolescenti armati che non temono nè il carcere, né la morte: io per diventare bambino c’ho messo dieci anni, per spararti in faccia ci metto un secondo.

San Cristoforo, quartiere al centro di Catania, 2016