Si è concluso domenica 20 maggio il “Festival internazionale del miglior Street Food dalla Sicilia, dall’Italia e dal mondo”. Peccato che dal mondo non c’era abbastanza.

 

Quattro giorni “dedicati alle migliori espressioni della cucina popolare. Una celebrazione della cucina di strada e della sua cultura gastronomica…la città dell’elefante regina del cibo di strada“.

Allo Street Food Fest eventi di approfondimento culturale con storie, racconti della tradizione, dimostrazioni di cucina (cooking show), con ingresso gratuito su prenotazione, e anche un po’ di musica. Tutto sommato una bella iniziativa, da migliorare con qualche accorgimento, ma da ripetere sicuramente.

Allestito lungo la via Etnea, cuore e “salotto buono” della città, che per quattro giorni ha scoperto cosa vuol dire dover vivere, come accade quotidianamente in via del Plebiscito, San Cristoforo e in alcune zone dei quartieri popolari periferici, con i fumi e odori di carne arrosto, che poi diventano nauseanti e te li porti sempre addosso.

Si sono create file per cibi che sinceramente mangiamo un giorno si e un giorno pure: panini con carne di cavallo, polpette di cavallo, pane condito, arancini… Gli stand italiani ed esteri erano pochi e alcuni eccessivamente cari che non ci andava quasi nessuno. Una sarda beccafico 4 euro?! Siamo a Catania, non a Londra… Una signora dice all’uomo accanto : te la faccio io domani a casa, più buona! Quindi ci si riversa in quelli più economici e leggermente più generosi in quantità. Meglio un piatto di riso dagli amici indiani o “u pani ca meusa” da Nino il Ballerino.

La gente comunque in generale era divertita, presa bene dall’evento. Una piccola soddisfazione: mettere sull’attenti, mentre eravamo in fila, l’ americano che voleva fare il “sorpasso” e borbottava pensando che non capivamo l’inglese. Aaaah!

Nonostante gli appositi bidoni per la differenziata a lato di ogni stand, in strada e a strabordare dai graziosi cestini di via Etnea, cartacce e plastica.

Alle due del pomeriggio c’erano un paio di stand chiusi per esaurimento scorte. Per i vegetariani e vegani poco e niente. Della serie statevene a casa che è meglio, a meno che non vi volete fare una passeggiata in via Etnea e vedere che cosa succede.

E dire che una samosa me la sarei mangiata volentieri.

 

Street Food Fest